Abbassare le rate dei mutui? Si può

Una famiglia su quattro paga tra i 500 ei 1000 euro di rata al mese. Ma allentare la presa si può, consolidando in un unico importo più basso tutti i finanziamenti. Da 480 a quasi 100 euro, da tirare fuori ogni mese. E’ la spesa a cui la famiglia italiana deve far fronte per pagare mutuo e prestiti, secondo un sondaggio condotto lo scorso ottobre da confesercenti. Nonostante il calo dell’ euribor gli italiani non ce la fanno più a pagare le rate dei mutui, tanto che è cominciata la corsa ad allegerire la rata mensile, almeno per quel che riguarda il credito al consumo.
La prova è nei dati sui prestiti di consolidamento, una particolare categoria che consente letteralmente di traslocare il proprio debito in un unico prodotto, pagando una sola rata più piccola. L’incremento di tale prodotto è tale che quest’anno l’8% delle richieste di finanziamenti ha avuto come finalità proprio il consolidamento dei debiti.

Così anche l’offerta sul mercato si è allargata, prima erano piccoli operatori di nicchia a proporli, ora a proporre il rifinanziamento dei debiti ci sono anche Unicredit, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Le famiglie italiane si trovana sempre più in difficoltà nel rimborsare i debiti, benchè il tasso di sofferenze sui prestiti rimanga basso, tra il 2 e il 3%. “Ci sono però alcune situazioni problematiche da non sottovalutare” ha detto il presidente di Assocred, l’associazione nazionale dei distributori di prodotti creditizi “anche se, fortunatamente, si tratta ancora di casi limitati”. Il problema è che molti italiani non sanno indebitarsi: si mettono in carico troppi finanziamenti diversi, ai quali aggiungono spesso una o più carte revolving, le carte di credito che consentono il rimborso rateale delle spese. E la somma di tutte le rate alla fine diventa troppo pesante. E’ qui che interviene il consolidamento del debito ha risolvere i problemi. Chi ha già sulle spalle diversi finanziamenti, infatti, può rivolgersi a una banca che eroga un nuovo ed unico prestito, che serve per rimborsare il capitale residuo dei vecchi finanziamenti.
Di solito è la banca stessa a portare avanti le pratiche d’estinzione anticipata dei debiti pregressi, anche se a volte gli istituti che hanno erogato i vecchi prestiti oppongono qualche resistenza e, per accettare l’interruzione di ogni rapporto col debitore, richidono una sua dichiarazione firmata.

Cala la rata, ma si alluga la durata
Una volta superati gli intoppi burocratici, l’operazione di consolidamento entra a regime: le rate multiple vengono così sostituite da un solo pagamento, che di solito è abbastanza leggero, perchè il nuovo prestito ha un piano di rimborso più lungo rispetto ai vecchi finanziamenti. Il debitore impiega dunque più tempo a pagare il nuovo prestito ma, intanto, riesce a risollevare il proprio bilancio mensile. Il peso della rata può scendere anche del 50%, grazie all’allungamento del piano di rimborso, anche se i tassi applicati sui prestiti di consolidamento non sono bassi. Gli interessi passivi infatti oscillano tra il 9,5 e l’ 11% su base annua, in liena con la media del mercato pari a 10,38%, ma al di sopra dei tassi applicati su buona parte dei finanziamenti al consumo, che spesso partono dal 7%. Non bisogna comunque stupirsi se i prestiti di consolidamento costano di più, si tratta di prestiti più rischiosi della media, in quanto sono privi di garanzie e di solito sono erogati a chi mostra qualche difficoltà nel pagare i proprio debiti.
Per questo le asociazioni dei consumatori ritengono accettabile un tasso del 10-11% su questi tipi di prestito. Bisogna allarmarsi solo se l’interesse passivo supera il 13% all’anno, per non rimanere fregati il consiglio è di leggere bene la proposta del nuovo finanziamento, tenendo d’occhio il Taeg, cioè il tasso annuale effettivo dei finanziamenti. Il mondo è pieno di persone senza scrupoli pronti ad approfittarsi della situazione di disagio dei debitori, ma questi sono per lo più mediatori creditizi non professionali.

Infine ricordate questo consiglio quando chiedete un prestito:
L’unico modo per evitare il sovraindebitamento è quello di non superare mai la soglia del 30% del reddito familiare netto, considerato da tutti gli esperti il punto di non ritorno per l’economia familiare. Solo chi può contare su redditi familiari molto elevati può superare tale percentuale di indebitamento, usando naturalmente la massima attenzione.

In conclusione: Conviene traslocare i propri debiti in una rata più bassa?
Dipende dalla vostra situazione, se non avete problemi a pagare la rata tenetevi il vecchio mutuo, se invece non arrivate a fine mese, consolidare il prestito appare come la panacea ai vostri mali. Segue nell’ articolo su come rinegoziare i presiti l’elenco delle principali banche che offrono questo servizio e alcuni esempi.

Alla fine di novembre 2008, sono state 50.000 le famiglie italiane che hanno rinegoziato il mutuo a tasso variabile, bloccando il valore delle rate al livello medio del 2006. A mio parere attualmente non è più il momento di rinegoziare, dato che i tassi euribor stanno crollando, si rischia di peggiorare le cose bloccando una rata che invece nel 2009 sarebbe scesa. La stessa cosa penso del decreto anticrisi per bloccare i mutui al 4%, a mio avviso quasi totalmente inutile poichè l’ interesse sui mutui a tasso variabile nel 2009 difficilmente sarà superiore al 4%.

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