Che cos’è un influencer e a cosa serve davvero?

Influenzare, in positivo, l’opinione degli altri

Il mondo del web, per come è oggi, può essere facilmente descritto come una grande comunità gerarchica, in cui moltissimi utenti vengono influenzati dalle opinioni e dai pensieri di chi sta più in alto.

Questo è proprio il principio fondamentale sul quale si basano gli influencer: il loro obiettivo è quello di conquistare l’apprezzamento di moltissimi followers, in modo da “farsi un nome nell’ambiente” e assumere il potere di dettare la moda del momento.

Un influencer quindi è una personalità che, grazie al numero di seguaci, ha il potere di influenzare, letteralmente, un atteggiamento di altre persone che fanno parte della sua cerchia di seguaci.

Naturalmente, l’influenza che una personalità di questo tipo è in grado di esercitare non è assoluta: molto spesso, infatti, gli influencer trovano specializzazione in merito a una particolare tematica, e vengono percepiti dal pubblico come esperti in tale argomento.

Questo significa che un blogger di cucina sarà in grado di influenzare l’opinione dei seguaci consigliando la ricetta perfetta per l’estate, mentre un fashion blogger consiglierà al proprio pubblico l’indumento più di tendenza per la stagione futura, ad esempio.

I followers ovviamente, sono il primo parametro di misura dell’influencer: si deve essere in possesso di molti seguaci per poter cominciare a dettare le tendenze.

Come gli influencer entrano nel mondo dell’e-marketing

Il potere degli influencer è di estrema importanza per tutte le aziende che desiderano immettere un nuovo prodotto sul mercato o che vogliono rivolgersi a un pubblico giovane e dinamico.

L’interesse delle aziende è suscitato soprattutto dalla grandissima e dettagliata segmentazione del mercato che gli influencer sono in grado di mettere in atto, talvolta nemmeno essendone a conoscenza. Un influencer che tratta un particolare argomento sarà infatti seguito, in media, da persone che condividono tutte gli stessi interessi.

Se si considera che gli studi che permettono di segmentare il mercato possono essere molto costosi per un’azienda, e che non sempre portano a risultati soddisfacenti, si comprende facilmente come le aziende decidano di puntare “sul sicuro” e dedicarsi a un mercato già segmentato, con una prospettiva di successo quasi totale.

Proprio da questo presupposto è nato l’influencer marketing: le aziende affidano agli influencer delle campagne pubblicitarie da sviluppare sui social, promuovendo beni materiali o servizi, e offrendo in cambio un compenso proporzionato principalmente al numero di followers.

Ecco come l’influencer crea la campagna pubblicitaria

Come in tutti gli spot, l’azienda non fa altro che sfruttare l’immagine del testimonial. Ciò avviene allo stesso modo sui social network (su Instagram in particolare) ma sfruttando un mezzo di comunicazione molto più diretto e convincente per i consumatori: le immagini e i video.

Anche se molto spesso sembra che la frequenza con la quale un influencer pubblica immagini in cui sponsorizza un prodotto sia casuale, in realtà non è affatto così. L’azienda, infatti, stabilisce con molta precisione non solo quali sono i messaggi da comunicare, ma anche la frequenza ed eventualmente i momenti della giornata.

Nel contratto che l’azienda stipula con l’influencer può esservi:

  • Il numero di contenuti da postare e la loro distribuzione nel tempo;
  • Lo strumento multimediale da impiegare (immagine o video);
  • Il messaggio da comunicare;
  • La didascalia da dedicare al contenuto.

In merito all’ultimo punto, è opportuno fare delle precisazioni. Generalmente, infatti, molti influencer non accettano precise frasi da utilizzare: queste persone tentano di salvaguardare la propria immagine, e l’impiego di didascalie “preconfezionate” potrebbe danneggiare l’opinione che i seguaci hanno dell’influencer.

Proprio per questo motivo, molto più comunemente gli influencer assunti da un preciso brand elaborano personalmente, e con il proprio stile, le didascalie da abbinare a un contenuto, anche se tale frase deve passare al vaglio dell’azienda e ricevere il consenso per finire sulla piattaforma social.

Addio alle controversie del passato

Fino a poco tempo fa, l’assunzione di un influencer da parte di un’azienda avveniva in maniera quasi ufficiosa, senza che vi fosse un segnale per gli utenti (benché fosse palese). Ciò poteva non essere visto bene da parte dei followers, che chiedono ai propri idoli la massima onestà.

Per far sì che le collaborazioni avvenissero “alla luce del sole”, le piattaforme social (gli Instagram like in primis hanno creato una vera e propria nuova professione) hanno deciso di introdurre la dicitura “contenuto sponsorizzato” in corrispondenza di foto o video pubblicati da un influencer per conto di un brand.

Questa novità è stata non solo molto apprezzata dagli utenti, ma anche dagli influencer e dalle aziende: i primi hanno infatti avuto la possibilità di gestire meglio la collaborazione con il brand, mentre le seconde sono state tutelate da personalità che dichiaravano falsamente di essere state assunte come testimonial sui social network.

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