Economisti influenti nel mondo

Di chi sono le opinioni in grado di influenzare scelte politiche ed economiche dei paesi più importanti del mondo? Quelle opinioni in grado di far girare le borse? Ci risponde Noriel Roubini, economista, docente all’Università di New York, quel Noriel Roubini che ha indicato con largo anticipo la crisi dei mutui subprime, scoppiata nell’ agosto del 2007. Ecco la sua classifica:

Ben Bernanke sul primo gradino del podio. Dal 2006 governatore della Federal Reserve, governatore del consiglio dei governatori delle 12 banche centrali federali degli Stati Uniti. Il suo atteggiamento ultraespansivo con tassi ufficiali praticamente azzerati e due manovre di quantitate easing già effettuate sta sicuramente influenzando l’ andamento delle Borse e gettando le basi per l’andamento dell’ economia dei prossimi anni.

Il secondo è Lawrence Summers, primo consigliere economico del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dimessosi il 22 settembre scorso. «Le sue opinioni sono sempre molto influenti, a prescindere dal fatto che egli sia al governo».

Terzo Jeffrey Sachs, direttore dell’Istituto della Terra presso l’ Università della Columbia. Famoso studioso di macroeconomia e uno dei maggiori esperti di povertà e sviluppo sostenibile. Grande influenza politica nell’ ONU.

Di seguito Paul Krugman, premio Nobel per l’ Economia nel 2008, penna di punta del New York Times. Proprio per la sua rubrica sul quotidiano finanziario americano, nella quale non manca mai di sostenere tesi di indirizzo keynesiano, è tra gli economy makers più potenti in questo periodo.

Quinto Raghuram Rajan, economista e docente all’ Università di Chicago. È stato uno dei primi ad accendere i riflettori sulle distorisioni di Wall Street e dell’ avidità di alcuni banchieri che hanno poi portato al collasso finanziario mondiale. Il suo ultimo libro, Fault Lines, è «assolutamente da leggere».

Al sesto posto Kenneth Rogoff, economista, docente all’ Università di Harward. Esperto di crisi finanziarie. Nel suo ultimo libro, scritto con Carmen Reinhart, professore di Economia all’Università del Maryland, racconta 800 anni di crisi finanziarie. Per Roubini è un classico perché spiega scientificamente come la ripresa, dopo qualunque crisi, sia anemica.

L’ ultima delle sette opinioni che contano è quella di Martin Wolf, editorialista del Financial Times. « Il giornalista economico più influente al mondo».

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