Petrolio: Il taglio alla produzione servirà?

L’ Opec, al vertice di Orano, ha deciso un taglio record sulla produzione di petrolio: 2,2 milioni di barili al giorno in meno. Con questo ultimo taglio la produzione giornaliera di petrolio da settembre ad oggi è scesa di 4,2 milioni di barili. L’ intenzione è quella di frenare la discesa del prezzo del petrolio, le cui quotazioni dai 147 dollari a barile di metà luglio sono crollate fin sotto 40 dollari.

Ma il taglio della produzione servirà a far salire le quotazioni? Sul mercato permangono dei dubbi sulla capacità dell’ organizzazione dei produttori di petrolio di contrastare un fenomeno legato al crollo della domanda e alla recessione in atto. Non scordiamoci inoltre che abbondano le scorte di petrolio: in caso di cessazione totale della produzione servirebbero quasi due mesi per finire le riserve.

In risposta al taglio il crude oil, cioè il future sul petrolio, ha segnato nuovi minimi. Sopra trovate il grafico settimanale degli ultimi 5 anni, il crollo non ha bisogno di commenti. La mia idea in merito è che il mercato del petrolio sia molto manovrato, ne avevo parlato in petrolio e speculazione, per questo dubito che assisteremo ad un improvviso aumento delle quotazioni. Io opterei più per una fase laterale coi prezzi che oscilleranno tra 40 e i 55-60 $ al barile. Finita l’ accumulazione poi ci sarà spazio per un bel botto, un pò come si è visto nel cambio euro dollaro nelle ultime settimane.

Sentivo pochi giorni fà al telegiornale che i capi di governo starebbero pensando ad un G8 energia per scrivere nuove regole sui mercati di regolamentazione delle materie prime e per combattere la volatilità del petrolio, come non essere d’ accordo?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *